Terracotte di Grottaglie

Il prodotto

Le Ceramiche di Grottaglie rappresentano una delle più antiche e rinomate tradizioni artigianali pugliesi, il cui patrimonio di conoscenze, è stato tramandato, di generazione in generazione, dalla civiltà messapica sino alla nostra, subendo, nel corso dei secoli, principalmente, le influenze culturali greco-romane, bizantine, arabe e normanne. Tali ceramiche, lavorate a tornio, modellate a mano, decorate a pennello, incise e smaltate a doppia cottura (fino a 1.000°C), sono generalmente apprezzate per la loro qualità, varietà e identità stilistica, tuttavia, si è soliti distinguerle in due macro-aree, in ragione dell’uso a cui sono destinate e della raffinatezza dei loro decori. Pertanto, si definiscono ceramiche d’uso quotidiano o “rustiche”, i piatti, le brocche, gli orci, le ciotole, le scodelle e i “capasoni” (contenitori per olio e vino), solitamente di color bianco lucido, verde ramina o giallo ocra, recanti decorazioni semplici e funzionali, tra cui i motivi floreali, gli animali (tipico è il galletto) e i simboli religiosi. Rientrano, invece, tra le ceramiche artistiche/decorative il “pumo” (un bocciolo chiuso e punte ricurve) e la “pigna” (simboli portafortuna di prosperità e fecondità), la Pupa e la Pupa con i baffi, le mattonelle, le figure antropomorfe (spesso con funzione apotropaica) nonché le teste di moro (ispirate alla tradizione siciliana), le quali si presentano con stili assai diversi tra loro, che vanno dal barocco al contemporaneo, in ragione della bottega di provenienza, ciascuna caratterizzata da un’identità propria di tecniche e materiali, nonché  delle richieste dei committenti.

Area di Produzione

La produzione avviene principalmente nel comune di Grottaglie, in provincia di Taranto, nel cuore della Puglia meridionale. Tale città è infatti famosa per il suo “Quartiere delle Ceramiche”, un complesso di oltre 50 botteghe, a conduzione famigliare, attive da secoli, che si presentano ancora incastonate nelle grotte che furono scavate lungo la gravina di San Giorgio. Tale quartiere, ubicato lungo via Crispi, è uno degli esempi più vivi e autentici di produzione della ceramica in Italia, il quale viene valorizzato ogni anno dalla celebre festa dei ceramisti (“Buongiorno Ceramica!”) nonché dall’evento “Vino e Musica” che, seppur dedicato ai sapori locali e alle degustazioni, contribuisce a rendere il “Quartiere delle Ceramiche” ancor più attrattivo, durante le lunghe serate di luglio. Invero, oggi la produzione di ceramiche artistiche ha superato i confini cittadini e coinvolge anche molti comuni limitrofi; tuttavia, solo quello di Grottaglie può vantare il riconoscimento ufficiale della denominazione di origine controllata. Il Consiglio Nazionale Ceramico nel corso della riunione del 15 dicembre 2022 ha ufficialmente aggiunto Cutrofiano e Laterza, insieme a Terlizzi, Rutigliano e San Pietro in Lama, alle zone con affermata produzione ceramica, ai sensi della legge 188/90.

Storia

La tradizione ceramista di Grottaglie, cittadina situata nel cuore della Puglia, affonda le sue radici in tempi antichissimi. I reperti archeologici rinvenuti nei sui dintorni hanno dimostrato, infatti, che già nel Paleolitico vi fossero tracce di attività umana, e che le prime forme di ceramica risalissero all’età del Bronzo, per svilupparsi, poi, in modo significativo in epoca greca e romana, in ragione anche della vicinanza con il porto di Taranto, che fungeva da crocevia commerciale. È però durante il Medioevo che Grottaglie si è affermata come centro importante per la produzione di ceramiche, il ché è stato possibile soprattutto grazie alla peculiare struttura delle sue fornaci, le quali, scavate nella roccia, ai piedi del Castello Episcopio, riuscivano a garantirsi un approvvigionamento diretto e pressocché illimitato di argilla. Con il passare dei secoli, la ceramica, oltre a soddisfare i bisogni della vita quotidiana, cominciò anche ad assumere una valenza decorativa. Così, già dal XVII secolo, le botteghe più raffinate iniziarono a produrre maioliche artistiche, con temi floreali, geometrici o con motivi d’ispirazione classica. Durante il Settecento, si diffuse, poi, lo stile dei cosiddetti “bianchi”, ovvero divennero di moda gli oggetti smaltati in bianco e decorati con colori vivaci tra cui il verde rame, il blu cobalto e il manganese. Successivamente, nel corso dell’Ottocento, la ceramica diventò il vero motore economico della città, arrivando a coinvolgere nella sua produzione quasi un terzo degli abitanti. Pertanto, le tecniche di produzione si perfezionarono e vennero introdotte alcune innovazioni, come forni più efficienti, che spinsero, agli inizi del Novecento, il medico-imprenditore Vincenzo Calò ad investire nell’omonima manifattura, la quale diede avvio ad una produzione di ceramica in forma semindustriale, prevedendo anche l’istituzione di una connessa scuola d’arte, divenuta oggi il Liceo Artistico “Vincenzo Calò”, tuttora punto di riferimento per la formazione artistica.

Riconoscimenti

A partire dal secondo dopoguerra, Grottaglie ha saputo rinnovarsi cercando, al contempo, di valorizzare le proprie radici, così, dal 1971 il Comune organizza annualmente la Mostra-Concorso di Ceramica Contemporanea, che attrae artisti da tutto il Mediterraneo; inoltre, si è deciso di esporre il patrimonio artistico cittadino all’interno del Museo della Ceramica – ospitato nel suggestivo Castello Episcopio – che conserva centinaia di opere che raccontano l’evoluzione della produzione della ceramica, dal periodo arcaico fino ai nostri giorni. Grottaglie costituisce, poi, l’unico centro ceramico pugliese insignito del marchio D.O.C., inserita nel prestigioso elenco delle 28 città della ceramica italiana e numerose sue botteghe sono certificate con il marchio “Artigianato Artistico di Qualità” La città, inoltre, beneficia anche del Marchio di origine “Ceramica Artistica Tradizionale – Grottaglie” (riconosciuto dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 1997), nonché dell’inclusione nel circuito nazionale delle “Città della Ceramica” (AICC).

Riferimenti

  • AA.VV., Antiche ceramiche popolari di Grottaglie e Vietri sul Mare, Officine Arti Grafiche, Firenze 1977.
  • ACQUAVIVA, G., D’argilla! Un viaggio tra le ceramiche di Grottaglie, Schena, Fasano 1982.
  • ARGENTO, A., Le ceramiche di Grottaglie: la cultura delle mani, Stampasud Posa, Mottola 1989.
  • BURANO, R., Vincenzo Calò, Scorpione Editrice, Taranto 2014.
  • D’AMURI, O., Grottaglie ceramica ’92. Una città, un quartiere, un artigianato di antica tradizione in mostra, Amm. Comunale, Grottaglie 1992.
  • DRAGO, C., Le ceramiche di Grottaglie, Tipografia Arcivescovile, Taranto 1936.
  • MARTINI, M., Grottaglie come altrove. La ceramica nel quartiere delle ceramiche. 1986-1989, C.R.S.E.C, Grottaglie-Bari 1989
  • MASSARI, S., IZZO, P., La ceramica di Grottaglie ovvero l’importanza della tradizione, De Luca, Roma 2003.
  • PETRAROLI, G., Scuola d’arte statale Vincenzo Calo, Le Monnier, Firenze 1956.
  • TREVISANI, S., GIORGI, D., Grottaglie & ceramiche. Vademecum per orientarsi tra botteghe e studi d’arte nell’antico quartiere delle ceramiche, Graphika PB&C, Manduria 1994.

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