Mandorla di Toritto

Il prodotto 

La “Mandorla di Toritto” è un prodotto ortofrutticolo tipico della Puglia, riconosciuto per le sue qualità organolettiche superiori, la ricchezza in nutrienti, la biodiversità varietale. Il frutto si distingue per le sue dimensioni contenute, l’alto contenuto di olio e il sapore intenso. La coltivazione avviene per lo più “in asciutto” – cioè senza ricorrere a sistemi di irrigazione – seguendo regole agronomiche tradizionali e consuetudinarie. La varietà principalmente coltivata è la “Filippo Cea”, che prende il nome dal suo costitutore, cittadino di Toritto attivo nella prima metà del XX secolo. Nello stesso areale di riferimento, sebbene in maniera più sporadica, vengono coltivate anche le varietà “Antonio de Vito” e “Genco”. Date le importanti qualità organolettiche, il prodotto è estremamente versatile e adatto tanto al consumo diretto quanto all’impiego in pasticceria.

Areale di Produzione

Il fulcro della produzione si trova nel comune di Toritto, in provincia di Bari, nel cuore del Parco nazionale dell’Alta Murgia barese, ma comprende anche i territori di alcuni comuni vicini il cui elenco, al momento, non deve considerarsi tassativo: Grumo Appula, Altamura, Bitonto, Cassano delle Murge, Palo del Colle. Il territorio si distingue per il clima mediterraneo arido, i venti secchi e le escursioni termiche che favoriscono la maturazione ottimale delle mandorle riducendo il rischio delle fitopatologie. Il terreno dell’areale, uniformemente calcareo, contribuisce a conferire al prodotto le sue qualità organolettiche e nutrizionali.

Storia 

La presenza del mandorlo in Puglia risale all’epoca greco-romana, ma è nel territorio di Toritto, a partire dal Basso Medioevo, che la coltivazione assume forme strutturate. Già nel XVI secolo la fascia costiera tra Bari e Brindisi e l’immediato entroterra barese presentavano significative coltivazioni di mandorli. Suggestive le parole di Leandro Alberti il quale descrivendo l’entroterra barese nel suo Descrittione di tutta l’Italia osservò come esso presentasse enormi «selve di olivi et amandole» perfettamente ordinate e produttive. Tra il XIX e il XX secolo la mandorlicoltura pugliese continuava a essere praticata diffusamente e, in questo stesso periodo, furono gettate le basi per il riconoscimento di un’area, attorno alla città di Toritto, particolarmente vocata alla coltivazione dei mandorli. Dopo un periodo di progressivo abbandono delle coltivazioni a partire dal secondo dopoguerra, causato dalla scarsa redditività dovuta anche alla concorrenza aggressiva del prodotto estero, si è osservato, negli ultimi anni, una precisa volontà di recuperare la competitività di un prodotto dalle qualità elevatissime e universalmente riconosciute.

Riconoscimenti 

A partire dalla cittadina della murgia barese, ormai da alcuni decenni, si è sviluppato un movimento volto a ottenere per la mandorla di Toritto riconoscimenti adeguati e in grado di certificarne le qualità e la storicità. In quest’ottica è nata l’associazione “Famiglia Filippo Cea” che ha come finalità statutaria la valorizzazione del territorio murgiano che costeggia Toritto e la tutela della memoria di Filippo Cea e del suo “albero madre”. La nascita dell’associazione segue alcuni prestigiosi riconoscimenti ottenuti dalla “Mandorla di Toritto”: l’inserimento, nel 2000, tra i PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) della Puglia, e nel 2004, tra i Presìdi Slow Food. L’attuale obiettivo di questa produzione è l’ottenimento dell’indicazione DOP (Denominazione di origine protetta) rilasciata dall’Unione Europea ai sensi del Regolamento (UE) N. 1151/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 Novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari che abroga i regolamenti (CE) n. 509/2006 e (CE) n. 510/2006. L’iter, che auspicabilmente porterà all’attribuzione della DOP, è sostenuto, oltre che dalle organizzazioni dei produttori, dalla Regione Puglia, che, in seguito alla determinazione dirigenziale (sezione alimentazione) n° 29 del 19 Gennaio 2016, pubblicata nel BURP (Bollettino ufficiale della Regione Puglia) n. 8 del 28/01/2016, supporta ogni iniziativa orientata al conseguimento del risultato.

Riferimenti

  • ALBERTI, L., Descrittione di tutta l’Italia di F. Leandro Alberti bolognese, Anselmo Giaccarelli, Bologna 1550.
  • MASSAFRA, A., SALVEMINI, B., Storia della Puglia, dalle origini al Seicento, Laterza, Bari 2005.
  • PANTANELLI, E., FANELLI, L., Contributo alla conoscenza delle varietà Pugliesi di mandorle, in Aa.Vv., Nuovi Annali dell’Agricoltura, Istituto poligrafico dello Stato, Roma 1933.

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