Liquirizia di Calabria

Il prodotto
La Liquirizia di Calabria DOP è un’eccellenza agroalimentare riconosciuta e apprezzata a livello internazionale, tanto da essere definita “oro nero di Calabria”. È commercializzata come radice fresca, radice essiccata o estratto di radice. La produzione deriva esclusivamente da piante di Glycyrrhiza glabra, specie appartenente alla famiglia delle Leguminose, nella particolare varietà localmente nota come “cordara”. NLa liquirizia calabrese si distingue per un profilo organolettico unico, caratterizzato da un gusto intenso e da una naturale dolcezza, dovuti al basso contenuto di glicirrizina. Queste peculiarità, strettamente legate alle condizioni orografiche e climatiche della regione, sono il risultato di un lungo processo storico di adattamento, attraverso il quale il territorio ha progressivamente plasmato le proprietà della pianta. Non a caso, la produzione della Liquirizia di Calabria DOP si avvale sia di coltivazioni dedicate sia di esemplari spontanei, a testimonianza della naturale vocazione di quest’area alla liquirizia di alta qualità.
Area di produzione
L’areale destinato non solo alla raccolta, ma all’intera produzione della Liquirizia di Calabria DOP, comprende 210 comuni delle cinque province della regione, tutti situati a un’altitudine inferiore ai 650 metri sul livello del mare. Tale delimitazione territoriale risponde non solo a esigenze di garanzia qualitativa, ma anche a precise motivazioni di ordine igienico-sanitario.
Storia
Come ricorda Dioscoride nella Materia Medica, la liquirizia è nota fin dall’antichità nell’area mediterranea come rimedio officinale. Nei secoli successivi il suo impiego si mantiene costante, fino a quando, nel XVI secolo, si sviluppa un vero e proprio mercato internazionale, incentrato non più soltanto sulla radice, ma anche sul suo estratto. In questo scenario la liquirizia calabrese assume un ruolo di primo piano e già nel secolo successivo è attestata, lungo il versante ionico settentrionale della regione, l’esistenza di un importante centro produttivo. Con il tempo, tale polo acquisisce sempre maggiore rilievo. La crescita si spiega, oltre che con l’eccellenza della materia prima, anche con la peculiare struttura economica, che unisce grandi latifondisti e piccole imprese dalla vita effimera. A rafforzare ulteriormente il comparto contribuiscono le maestranze itineranti, costituite da lavoratori stagionali formatisi nei Casali di Cosenza. La quasi totalità della produzione calabrese trova sbocco nei mercati del Nord Europa e in diverse piazze extraeuropee. Già nell’Ottocento i maggiori operatori calabresi organizzano direttamente le proprie spedizioni attraverso il porto di Napoli, affermandosi come protagonisti del commercio internazionale. Tuttavia, a partire dal tramonto del secolo, emergono le prime criticità, destinate ad acuirsi nel Novecento: l’ingresso di forti concorrenti francesi e britannici, gli sconvolgimenti politici e sociali determinati dalle due guerre mondiali e la rivoluzione che investe il settore farmaceutico generano una crisi profonda del comparto, nella quale solo poche realtà storiche riescono a sopravvivere. Negli ultimi decenni, però, questo quadro conosce un’inversione di tendenza, sostenuta dalla nascita di nuove imprese e dal riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta, che consacra l’“Oro nero di Calabria” come espressione di eccellenza radicata nel territorio.
Riconoscimenti
La liquirizia calabrese compare nella Quattordicesima Edizione dell’Encyclopaedia Britannica del 1928, che ne sottolinea l’assoluta eccellenza e ne riconosce le qualità distintive. Tale valutazione trova ulteriore conferma nel 1985, con la relazione del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti The Licorice Plant, che ribadisce la qualità e il prestigio del prodotto. A suggello di questa tradizione, nel 2011 la Liquirizia di Calabria ha ottenuto ufficialmente il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP), sancendo il legame inscindibile tra il prodotto e il suo territorio di origine.
Riferimenti
- CALDORA, U., Calabria napoleonica, Fausto Fiorentino Editore, Napoli 1960.
- MATACENA, G.,, Industria e architettura del lavoro in Calabria dal ’500 all’800, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1983.
- PLACANICA, A., Pece e liquirizia nei casali di Cosenza: forme d’industria e forze di lavoro, in Aa.Vv., La Calabria nell’età moderna. Uomini, strutture, economie, vol. I, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1985.
- MATACENA, G., I conci e la produzione del succo di liquirizia in Calabria, in Calabria sconosciuta: rivista trimestrale di cultura e turismo, n. 35 (1986).
- MARZI, V., La dolce industria. Conci e liquirizia in provincia di Cosenza dal XVIII al XX secolo, Il Serratore, Corigliano 1991.
- MARZI, V., DE MASTRO, G., Piante officinali: coltivazione, trattamenti di post-raccolta, contenuti di principi attivi, impieghi in vari settori industriali ed erboristici, Adda, Bari 2008.
- PICCIONI, L., Liquorice juice production in Calabria XVIII–XX centuries, in Dedalus: Quaderni di storia e scienze sociali, n. 2 (2009).
- PICCIONI, L., Appunti di storia della liquirizia, in Working Paper, n. 1 (2010).
- MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, Disciplinare di produzione della “Liquirizia di Calabria” DOP (Reg. CE n. 1072/2011), in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, Legge n. 279, 25 ottobre 2011.
- FIORENZA, E., Il mercato della liquirizia italiana in Europa tra il XIX e il XX secolo: analisi di alcuni casi studio nell’Italia Meridionale, in Aa.Vv., 9th International Conference Human assets, innovation and sustainable development in the Mediterranean basin, Etqa, Bruxelles 2025.
